My hope left with you
Mar. 5th, 2010 12:37 am---
Samuele torna a casa, il sorriso amaro ancora dipinto sulle labbra, e si appoggia alla porta.
E lui che ci sperava, anche.
Ma era prevedibile, in fondo.
Come poteva pretendere che accettasse i suoi sentimenti, quando fin dall’inizio gli aveva detto chiaro e tondo che avrebbero solo scopato?
Sospira, lasciando alle proprie spalle la scia dei vestiti che abbandona a terra, fino alla camera.
E lì, sul suo comodino, c’è quell’unica traccia di Nick.
L’unico ricordo tangibile che sia stato davvero in quella casa.
La raccoglie con delicatezza, passandosela tra le dita.
La tasta appena, la annusa, se la passa sugli occhi.
Tutto ciò che gli è rimasto è quel pezzo di stoffa leopardata, che odora di profumo, rossetto e sesso.
Se la strofina appena contro una guancia, risentendo l’odore dell’amante che probabilmente non vedrà mai più.
Non è il male dell’eccitazione in un momento in cui si sente così patetico – e che pateticamente lo induce a comportarsi come un quindicenne e menarselo per riuscire a non pensare a Nick tra quelle sue lenzuola.
È il cuscino bagnato quando si sveglia, per aver sognato ancora Nick, il suo sorriso e un solo bacio, dolce, e tenerlo per mano.
Non lo vedrà mai più.
Non lo vedrà mai più e non ha mai amato così tanto nessuno, prima.
