yuppu: (Expendables)
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La cosa è questa, la Vikingskipshuset egrave; il museo delle navi vichinghe a Oslo. È molto bello, ci sono stata e Gunnar è un pazzo fanatico dei vichinghi, chevvedevodì?
1268 parole, I take absolutely no responsibility over all this fluff. Scritta per la maritombola con il promp Museo. Enjoy.

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Barney non era tipo da fare sorprese romantiche. E Gunnar era decisamente la persona meno indicata al mondo per riceverne. Ma nel momento in cui avevano ricevuto un lavoro vicino a Sundvollen, in Norvegia, aveva ricordato del museo delle navi vichinghe di cui Gunnar ogni tanto blaterava e aveva deciso di fare uno strappo alla regola di 'nessun regalo, nessuna ricorrenza' - a cui comunque Gunnar contravveniva regolarmente continuando a riempirlo di chincaglierie con i teschi che erano pacchiane persino per gli standard di Barney, ma che Barney custodiva gelosissimamente - e organizzare una gita a questo museo delle benedette navi vichinghe. Solo per lui e Gunnar. Per questo, dopo il lavoro lasciò al resto della squadra tutta la giornata per fare quello che volevano in giro per Oslo mentre lui si trascinava dietro Gunnar, che per una volta sembrava inquadrato nel suo ambiente quasi naturale ed era tanto preso dalla nordicità del tutto che non stava nemmeno facendo domande.
O almeno, non ne fece finché Barney non lo spinse a salire sul battello.
"... dove andiamo?"
"Aspetta di arrivarci."
"No. Dove andiamo?"
"Non te lo dico. Aspetta dieci minuti e ci arriviamo."
"Ma io lo voglio sapere adesso."
"Io vorrei che tu stessi zitto, ma vedi, nessuno di noi è destinato ad avere ciò che vuole."
"Ti odio. Odio te e la tua brutta faccia."
Gunnar incrociò le braccia con un broncio e Barney alzò gli occhi, chiedendosi cosa lo tratteneva dallo spingerlo fuori bordo.
E la risposta venne da sé quando Gunnar vide la facciata del museo della Fram e cominciò a battere insistentemente sul braccio di Barney.
"... là dentro c'è la rompighiaccio che è stata a tutti e due i poli. Se fosse una donna e non una nave, ti starei mollando in diretta per sposarla. Mi porti a vedere la Fram? Andiamo a vedere la Fram?"
"No, non andiamo a vedere la Fram."
"Ti odio sempre di più."
"Perché dovrei portarti a vedere la cazzo di nave per cui mi molleresti?"
"Perché io ti ho regalato un sigaro che hai detto che avresti sposato, se non fosse durato un quarto d'ora."
"Non ho detto che l'avrei sposato."
"Sì, l'hai detto."
"Gunnar, non ci andiamo a vedere la Fram."
"Sei un culo con una persona attaccata e ti odio."
Barney sospirò e si strofinò la fronte con una mano. "Sei fortunato che stiamo attraccando, perché stavo per lanciarti fuori bordo."
Gunnar lo scimmiottò con una smorfia, prima di seguirlo lungo il molo ed oltre il museo della Fram. E quello del Kon-Tiki.
"Neanche a vedere il Kon-Tiki andiamo?"
"Devo prenderti per mano perché non cerchi di fermarti e farci entrare in ogni cosa che contenga qualcosa che ha galleggiato durante la sua esistenza?"
Gunnar gli lanciò un'occhiataccia. "Dovrei ucciderti per quello che hai appena detto."
"Bene, così non vedrai mai dove ti stavo portando."
Il biondo lanciò un verso tra un muggito e un ringhio di protesta e diede una testata contro la spalla di Barney, optando poi per non alzare la testa e lasciarsi guidare per inerzia, piantandosi le mani in tasca.
Barney fece una smorfia per la botta, ma poi decise che era meglio se in fondo Gunnar si arrendeva così. Alzò una mano per scompigliargli i capelli, approfittando del fatto che gli altri passeggeri del battello si fossero dispersi tra i due musei.
"Siamo arrivati." Annunciò, giusto davanti alle porte di vetro.
Gunnar sollevò la testa con uno sbuffo, salvo poi bloccarsi, per una volta senza una parola.
Barney sentì un ghigno soddisfatto plastificarglisi in faccia, nel vedere la più completa meraviglia sul viso dell'altro.
"Stiamo bloccando l'entrata..." Ridacchiò, tirandolo dentro per il polso.
Gunnar continuò a rimanere fermo e in silenzio finché l'altro non lo tirò di peso fino al primo drakkar esposto e solo allora si riscosse.
"Ma tu lo sai chi ci navigava in queste?!"
Barney alzò le spalle con uno sbuffo divertito. "Non saprei... i vichinghi?"
"I VICHINGHI!" Ripetè Gunnar, alzando le braccia, e la guardia seduta all'angolo si scambiò uno sguardo vagamente perplesso con la bigliettaia.
Barney rise e trascinò Gunnar avanti. "Non eccitarti troppo, va a finire che ci arrestano perché pensano che te ne vuoi rubare una..."
"Posso?"
"Ah, se vuoi. Però ce la porti tu a casa, sull'aereo non ci sta."
"Tu e quel tuo schifo di aereo."
Barney sospirò, seguendo Gunnar che aveva preso a gironzolare per il resto dell’edificio fino a fermarsi davanti ai resti di un drakkar evidentemente bruciato.
"... Gunnar?"
"Voglio andarmene così. Sul serio. Promettimelo."
Barney tacque per un momento e poi gli strinse un braccio, solo per un secondo. "Te lo prometto."
Il biondo fece solo un cenno a cui Barney rispose, senza dire niente.

Dopo il museo e dopo aver recuperato gli altri, il viaggio di ritorno si svolse come di consueto.
Toll Road si era perso nella lettura di un tomo che non attirava particolarmente nessuno dei compagni, Caesar e Yang recuperavano il sonno perduto e riassorbivano il jet-lag - o almeno ci provavano -, Christmas e Barney avevano preso i posti di comando e Gunnar aveva deciso di appollaiarsi vicino a loro per continuare a rompere le scatole a Barney. Perché gli era piaciuta la sorpresa del museo, sul serio. E tra loro aveva sempre funzionato così, almeno per quello che gli altri potevano vedere. Barney non parlava in generale e Gunnar non parlava a meno che non volesse dimostrare affetto a Barney. E allora lo insultava.
“Sei sicuro che questa carretta ci arriva fino a New Orleans?”
“Ci arriva, ci arriva.”
“Anche con la pioggia? Questa scatoletta da caffè tenuta insieme con lo sputo?”
“Se lo sputo è tuo, visto lo schifo che ti fai, sta insieme anche con la tempesta del secolo.”
Gunnar fece una smorfia e pensò bene di dimostrare di essere offeso puntando i piedi contro lo schienale di Barney, che ritrovandosi schiacciato in avanti, protestò con un grugnito. “Gunnar, giuro sulla mia testa che se non la pianti di avere tre anni ti lancio dall’aereo.”
“Voglio vederti provare.”
Christmas lanciò un’occhiata quasi divertita, ma non commentò nemmeno.
“... e tu non stare lì a guardare, digli qualcosa!”
“Non ci provo neanche...”
“Saggia decisione.”
“GUNNAR.”
Gunnar riabbassò le gambe con uno sbuffo. “Chi ti ha sputato nel caffè, stamattina?”
“Tu. Quando hai deciso di berti il mio invece di chiederne uno.”
“Non ti ci ho sputato dentro!”
“Allora chissà che ci hai fatto, che dopo sapeva di merda.”
“Scusa, la prossima volta che ti lecco il culo mi lavo i denti due volte!”
Christmas si alzò coprendosi le orecchie per allontanarsi da quel discorso. “Ok, io ho sentito abbastanza...”
Gunnar si mise al suo posto, scambiandosi un’occhiataccia con Barney.
Nessuno dei due disse più una parola e Gunnar decise che a quel punto gli bastava starsene lì davanti e poco importava se anche si metteva a dormire.
Barney sospirò e per il resto del viaggio rimase in silenzio, zittendo anche Christmas quando tornò per parlargli, con la scusa di non svegliare Gunnar, nonostante quello stesse dormendo sonoramente.
Lo svegliò solo quando finalmente furono atterrati, ed anche allora, mentre gli altri tornavano a casa per i fatti loro, non parlarono finché non furono in casa loro, nella loro camera.
“... mi è piaciuto davvero, sai? Il museo. È stato bello.”
Barney guardò per un momento il biondo e si sedette al suo fianco, con un leggero sospiro. “Mi ricordavo che ne avevi parlato e hai questa fissa per i vichinghi, come facevo a non portartici?” Scherzò, riuscendo a farlo ridere.
Gunnar rispose con una lieve gomitata, prima di baciarlo. “Adesso vuoi spogliarti così posso ringraziarti o devo continuare a darti del coglione e sei a posto così?”
“Sei una gran faccia di culo...”
“Chi si somiglia si piglia, sötnos.” Disse, con una smorfia.
“Il giorno che te la pianterai di insultarmi in lingue che non comprendo sarà sempre troppo lontano...”
“Il giorno che ti insulterò sul serio in lingue che non comprendi, dovrà davvero essere un brutto giorno...” Ridacchiò Gunnar, prima di perdersi a baciarlo.


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Note dovute:

la Fram era una rompighiaccio con cui arrivarono ad entrambi i poli, scoprendo cose meravigliose, ha un museo tutto suo ed è all'attuale una gran bella signora con una sua dignità. Il Kon-Tiki egrave; una zattera con cui Thor Heyerdahl dimostrò che era possibile per un popolo in epoca precolombiana spostarsi con un mezzo privo di propulsione artificiale arrivando dall'altro lato del Pacifico. Arrivò a Raroia da Callao in 101 giorni usando solo il vento e le correnti marine. Ora ha un suo museo e quest'anno è uscito il film, andate a scaricarlo A VEDERLO AL CINEMA. E sötnos è un nomignolo svedese, letteralmente vuol dir nasino dolce, ma apparentemente è piuttosto diffuso (e anche non lo fosse, Gunnar non coglierebbe al volo l'occasione per unire una cosa carina con un insulto?)
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